mercoledì 22 marzo 2017

Viaggi. New York

Prima tappa del nostro viaggio di nozze. 
New York, Toronto, Yellowstone, San Francisco, Monterey, Big Sur, Laguna Beach.
Da tanto atteso, intensamente desiderato, tanto sperato. 
Sembrava impossibile ma quel giorno era finalmente arrivato. 
Non era più solo un sogno. 
Ma la realtà.

Il mio è il diario delle emozioni che ho provato in quei giorni..
Immagini, suoni, odori..
Tutto quello che mi ha colpito, quello che è rimasto impresso nella mia mente e nel mio cuore.

New York.


Corri, scendi, sali, ti fermi, guardi in alto, ascolti, parli, bevi, mangi, e corri di nuovo.
Sempre in movimento.

Rumorosa e chiassosa.
Fresca e frizzante come la gente che vi abita, il loro modo di fare e le loro idee.



New York è contraddittoria:
la città in cui contrapposti vivono parallelamente.
Ordine e confusione, vivacità e calma, allegria e disperazione, forza e fragilità.
Si assapora la vita in tutte le sue sfumature da quella fatta di lussi a quella di stenti da quella artistica a quella seria.
Verticali di cemento, acciaio e vetro dalle tonalità del grigio e in mezzo una distesa concentrata di natura, il Central Park.



A New York solo i turisti non attraversano con il rosso.
I condimenti ci sono sempre e comunque su qualsiasi cibo:
ci sono i fast food e tanto junk food ma c'è anche una grande attenzione per gli alimenti salutari e la vita sana all'aria aperta, al central park troverete gente che fa jogging a tutte le ore del giorno, dall'alba al tramonto.

New York è tutto e di più.
È come la vedi nei film in tv.
È andare al massimo.
È vita e emozioni.
È l’energia della vita che non si ferma mai.

Poliedrica e melting pot di culture e di idee:
si sente il profumo della Cina, l’intensità dell’Africa e il sapore aspro e dolce dell’Europa.



Luci tante luci che illuminano e disegnano come puntini colorati la città.
Attiva e illuminata a tutte le ore del giorno e della notte, perché è vero, New York non dorme mai.

Ho amato salire sui suoi grattacieli e ammirare la città dall'alto: dall'Empire State Building in un giorno in cui nuvole e sole combattevano, al Top of the Rock la sera con le mille luci.. Si ci si sente davvero piccoli e un po perduti; eppure potenti, davanti a quell'infinità di giganti in cristallo e acciaio.






È stato strano camminare quasi come un' invisibile tra le strade affollate della città in mezzo a migliaia di persone indaffarate e di fretta, prese dalla loro vita, dal loro lavoro, dai loro pensieri..

È stato quasi magico andare in bici al Central Park, trovare un grande "giardino" verde in mezzo a tanto asfalto, e pedalare su e giù per le stradine veloci veloci, quasi a volare.



Mi sono divertita a correre per non perdere la metro e poi sedermi accanto a sconosciuti diretta a scoprire nuovi angoli della città.
Ho sentito il caldo afoso che mi saturava i polmoni mentre aspettavo la metro successiva con l’odore di zucchero filato e gasolio che mi riempiva il naso.

Profumi e odori di cibo riempivano l'aria a tutte le ore.

Ho avvertito il gelo dell' aria condizionata sempre a palla bei supermarket e nei negozi. E le mille vetrine con le luci e i cartelloni e gli abiti firmati che sembra ti chiamino per entrare a comprare.


Ho riso da Starbucks cercando di farmi capire per ordinare un caffè che nemmeno lontanamente assomigliava al nostro buon caffè.

Ho pianto lacrime al One World Trade Center:
vederlo dal vivo è stato un tuffo al cuore, l'atmosfera che si respira è forte, pura emozione.




Salire 102 piani in un solo fiato, in soli 47 secondi, con gli schermi incorporati sulle pareti dell'ascensore che ti immergono in un tour virtuale sulla storia di New York. L'emozione si fa ancora più forte quando, appena usciti dall'ascensore, viene trasmesso un breve video in 3D che mostra ogni angolo della città in un time-lapse fino ad oggi, e che termina con il sipario che si alza sulla meraviglia vera e propria: una veduta impressionante a 360 gradi di New York che si gode ai propri piedi.


Ho respirato l'aria fresca in traghetto a salutare la Statua della Libertà.




E infine all'alba ho visto il sole che sorgeva tra i grattacieli, mentre correvo in direzione aereoporto dove ad aspettarmi c'era una nuova avventura.

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